Io il nuovo sindaco della mia città lo conosco bene. Siamo amici e la pensiamo in maniera diversa su tutto. Aldo Cazzullo ne fa un ritratto lusinghiero, anche se
la descrizione della città è abbastanza veritiera. Forse è per questo che i bresciani hanno votato Paroli. Non l'ho votato. Adesso avranno modo di conoscerlo.
Corriere
È andata come è andata ed è andata malissimo. Quello che più fa sorridere, mi rendo conto non a tutti, sono le dichiarazioni a freddo di chi ha perso: “Ripartiamo da falce e martello”, “Ci sono nove Radicali in Parlamento, mi sembra un buon risultato”, "Il Paese Reale è diverso dagli exit pool, questo è chiaro”, “La cultura, la piazza è da lì che si riparte”, “Il Partito Democratico è il partito per i nostri figli”. Insomma ognuno si rassicura come può dopo il terremoto. Poi Franceschini, ex vice candidato premier del Partito Democratico rompe l’incantesimo: “Ora dobbiamo guardare avanti”. Dario ha ragione, ma a me fa male dietro.
La terza Repubblica passerà alla storia per essere stata fondata sul predellino di una mercedes. Facciamo passi da gigante.